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    Te c’hanno mai mannato a quel paese? Sapessi quanta gente che ce sta. Il primo cittadino è amico mio. Tu dije che te c’ho mannato io!”

    Ammettilo, navigando per la wall di Facebook ti sarà capitato un milione di volte di fermarti e pensare: “Questo mi ha proprio stancato. Ora gliene dico quattro”. Ovviamente, con tono pacato e diplomatico.

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    Beh, dovrai impegnarti, placare la tua aggressività e mantenere la calma. La Cassazione italiana ha deciso, infatti, che un commento su un social contenente insulti vada oltre il semplice diritto di critica, diventando quindi passibile di diffamazione aggravata. Il motivo di questa decisione è da ritrovarsi nell’enorme pubblico potenziale della piazza di Facebook e dei social network in generale (frequentati da più di un miliardo di persone) e, per questo, l’offesa al decoro personale incide maggiormente rispetto ad un normale diverbio tra due autisti per strada. Per non parlare poi dei rischi penali. Dove non arriva il buon senso (cancellando il post, per esempio) possono sopraggiungere 12 mesi di reclusione e dai 500 ai 2500 euro di multa.

    Oltre a chi insulta, le denunce possono colpire anche i gestori delle pagine (dei blog, siti internet, ecc) che non siano riusciti a moderare un intervento eccessivo. In questo caso il discorso è ancora diverso. Come decretato dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo, incriminare il gestore di un sito per un commento anonimo va contro al diritto alla libertà di espressione.

    Facebook ha provato, a modo suo, ad ovviare al problema. Da poco tempo è infatti possibile rispondere ad un commento direttamente con un messaggio privato al diretto interessato. “Bella idea!”, penserai, “almeno i problemi potranno essere risolti tra i diretti interessati, senza quegli stressanti coinvolgimenti di innumerevoli persone sempre pronte a dare il proprio parere”. Bene, neanche questo presupposto porta qualcosa di piacevole. Questa libertà e semplicità di accesso alla “posta elettronica” fittizia del social network ha aperto il campo agli spammer, che stanno letteralmente tartassando qualche povero malcapitato con l’unica colpa di aver passato un minuto a rispondere ad un post.

    Insomma, evitare Facebook è l’unica soluzione per stare lontani da terribili denunce e fastidiosi spam? Forse sì, forse no. Certo, Avangate non può aiutarti a gestire i tuoi attacchi d’ira ed impedirti di insultare qualcuno su internet. Però possiamo fornirti efficaci soluzioni antispam. E, chi lo sa, magari potrebbe giovarne anche l’umore.

    Vuoi saperne di più? Commenta sulla nostra pagina di FB (con calma) o qui sotto, ti risponderemo nel minor tempo possibile!

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