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    La rete è ormai sempre più un luogo di condivisione. Che siano dati lavorativi, foto importanti, divertenti o qualsiasi cosa un utente voglia, ci sono un numero infinito di portali in cui condividere le proprie idee o conoscenze. Quando poi le altre persone rispondono, ecco che le informazioni si intrecciano generando una rete infinita.

    E’ sicuramente piacevole rimanere vicino ai propri contatti seppure virtualmente. Alcuni imprenditori hanno pensato a vari metodi per canalizzare gli utenti, a seconda dei propri interessi. Proprio per questo le figure dei social media manager, content editor o comunque chiunque si occupi dell’immagine dell’azienda hanno un ruolo sempre più cruciale all’interno delle strategie, con l’obiettivo di coinvolgere sempre più persone attraverso il proprio messaggio, sponsorizzando una promozione o condividendo novità.

    Come sempre, il mondo della malavita informatica non ha tardato ad allinearsi con le novità.

    Ed ecco che sta prendendo piede velocemente una nuova minaccia, Popcorn. Proprio come il secchiello consegnato nei cinema di tutto il mondo, la condivisione è alla base. Seppure i metodi di attacco e sopratutto il lavoro sui file criptati sia molto simile ai vecchi ransomware, il metodo di evasione è ciò che lo differenzia dal passato.

    popcorn

     

    Oltre al solito pagamento in Bitcoin infatti, Popcorn rende disponibile un’altra via d’uscita. Infettando altri 2 PC tra i propri contatti infatti si otterrà una chiave di decriptazione in maniera totalmente gratuita, a discapito dei malcapitati. L’infetto principale si trova già tutto “apparecchiato”. Il ransomware infatti, oltre alla schermata che afferma l’avvenuto contagio, fornisce un Referral Link, da inviare ai prescelti che dovranno subire il successivo attacco.

    Il tempo a disposizione è poco, infatti dopo una settimana i dati cominceranno ad essere criptati, così come se presi dallo sconforto si tentasse la fortuna inserendo codici di decriptazione a casaccio. Al quarto tentativo, si è spacciati.

    L’unica soluzione quindi è che almeno altri 2 utenti subiscano l’attacco e paghino il riscatto.

    Come nelle peggiori puntate del serial TV Black Mirror, che racconta i possibili pericoli delle innovazioni tecnologiche e social dei nostri tempi, potremmo trovarci costretti a mettere in pericolo anche persone a noi care, dipendenti, fornitori e chiunque sia in contatto con noi.

    Fortunatamente, come indicato nel sito della comunità VirusTotal, la possibilità che gli antivirus riconoscano questo tipo di minaccia sono piuttosto elevate, anche grazie agli ultimi aggiornamenti di database proprio per ovviare a questo problema. Come è noto però, la forza dei Ransomware è proprio la capacità di bypassare le protezioni antimalware, sopratutto a causa dell’errore umano.

    Il nostro consiglio? Come sempre, occhi aperti e… Diffida anche di parenti amici (o almeno delle loro mail sospette!).

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