Gen H1 2026: gli attacchi si nascondono dove ti fidi di più
Il Threat Report H1 2026 di Gen, la società dietro marchi come Norton, AVG e Avast, ha fotografato un cambio di paradigma negli attacchi informatici. Secondo il report i criminali non puntano più solo su malware e link malevoli. L’attenzione è rivolta su tutto ciò che gli utenti considerano affidabile, dalle sessioni di lavoro alle piattaforme di prenotazione, fino ai sistemi di aggiornamento software e agli agenti AI.
Le minacce più efficaci del primo semestre 2026
Secondo Vita Santrucek, Chief Technology & Development Officer di Gen, le minacce più efficaci del primo semestre 2026 sono passate attraverso canali familiari e quotidiani, rendendo la protezione tanto più necessaria proprio nei momenti in cui la fiducia si costruisce o viene sfruttata.
I numeri parlano chiaro, gli attacchi legati a e-shop fraudolenti sono cresciuti del 109% sono stati 114,2 milioni i casi bloccati. Le truffe che impersonano enti governativi sono aumentate del 387%, quelle che imitano familiari del 454%.
Preoccupante è anche il fenomeno “GhostPairing”, che sfrutta i dispositivi collegati di WhatsApp per ottenere accesso persistente agli account.
Sul fronte privacy, sono stati bloccati quasi 1,9 miliardi di tentativi di tracciamento. Sono invece esplose del 628%, superando i 3,3 milioni di avvisi, le notifiche di data breach con fonte identificata.
L’AI agentica, nuova frontiera del rischio
Il Threat Report H1 2026 di Gen dedica particolare attenzione all’AI agentica: agenti sempre più autonomi, capaci di navigare, installare software e agire per conto dell’utente, diventano bersaglio privilegiato per chi vuole sfruttare autorizzazioni e permessi delegati. La piattaforma Sage di Gen ha già individuato comportamenti a rischio come tentativi di reverse shell, accessi non autorizzati a credenziali e creazione di backdoor persistenti.
Il messaggio per aziende e MSP è chiaro, la sicurezza deve evolversi insieme alle abitudini digitali.
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